Consegnato al giudice Giuseppe Ayala il premio “Roberto I Sanseverino”
Scritto da: Pasquale IannoneDopo l’emozionante serata della cerimonia di consegna dell’XI edizione del premio di arte e cultura “Roberto I Sanseverino” al Giudice Giuseppe Ayala (racconto della serata tratto da Irno.it a cura di Anna Maria Noia) continua con sempre grande successo e partecipazione di pubblico la XVII Rassegna “Insieme … con il Teatro”.


XI premio di arte e cultura “Roberto I Sanseverino” al Giudice Giuseppe Ayala
Scritto da: Pasquale IannoneDomenica 28 febbraio 2010 alle ore 19 presso il centro sociale “M.Biagi” di Mercato San Severino si terrà la XI edizione del premio di arte e cultura “Roberto I Sanseverino”. Il premio è stato istituito dall’Associazione di Arte e Cultura “La Magnifica Gente do’Sud” e dal Comune di Mercato San Severino, con l’intento di premiare un personaggio o un ente appartenente al mondo della cultura o dello spettacolo, rigorosamente meridionale, che si sia particolarmente distinto per il suo impegno civile e per le sue doti artistiche ed umane dando cosi lustro al Mezzogiorno d’Italia.
• IL PERSONAGGIO
Quest’anno il premio andrà al Giudice Giuseppe Ayala, cultore di giustizia e esempio di legalità.
Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita all’Università degli studi di Palermo, esercitò la professione di sostituto procuratore della Repubblica, e fu pubblico ministero al primo maxiprocesso, diventando, poi, Consigliere di Cassazione. Amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ebbe un ruolo di spicco nel pool anti-mafia. Dal 1992, dopo l’omicidio di Falcone e Paolo Borsellino, si occupò anche di politica diventando deputato nelle file del Partito Repubblicano Italiano.
In seguito a Tangentopoli (inchieste sulla corruzione dei partiti alle quali egli partecipò attivamente) ed alla crisi del PRI, Ayala passò ad Alleanza Democratica, confermando il seggio alla Camera dei Deputati nel 1994. Dopo la scomparsa di AD, insieme a Giovanna Melandri passò tra i Democratici di Sinistra, partito con il quale venne eletto senatore nel 1996 e nel 2001, fino al 2006.
Sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia durante il governo Prodi I, l’incarico gli fu riconfermato anche nei successivi governi D’Alema I e II.
Conclusa l’esperienza politica, rientra in magistratura. Attualmente Ayala è consigliere presso la Corte di Appello dell’Aquila.
• IL PREMIO
Il premio di arte e cultura “Roberto I Sanseverino” viene istituito nell’anno 1999 dall’Associazione di arte e cultura “La Magnifica gente do’ Sud” e dal Comune di Mercato San Severino. Nelle precedenti edizioni sono stati premiati: il poeta e scrittore Carmine Manzi, il Giffoni Film Festival, l’attrice Regina Bianchi, il maestro Roberto De Simone, il maestro Claudio Mattone, il regista e attore Michele Placido, l’attore Enzo De Caro, il giornalista Franco Di Mare, l’opera teatrale “Gomorra”, il sacerdote Don Luigi Merola.
• ORE 18:00 Inizio conferenza stampa e presentazione del libro del Giudice Giuseppe Ayala “Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino” “. (Mondadori, 2009)
• ORE 19:00 “Scene da Gomorra” a cura dell’associazione di arte e cultura “La Magnifica Gente do Sud”,con musiche di Ennio Morricone.
• Consegna del premio al Giudice Ayala
Per maggiori informazioni Telefono e fax 089893569 cell. 3281917331 3484794408
Addetto Stampa
Sara Soglia
XI edizione Premio “Roberto I Sanseverino” al giudice Giuseppe Ayala
Scritto da: Pasquale IannoneDomenica 28 febbraio 2010 presso il Centro Sociale di Mercato San Severino alle ore 19 si terrà la cerimonia di consegna del Premio “Roberto I Sanseverino”.
Giunto alla XI edizione il Premio “Roberto I Sanseverino” è stato istituito dall’Associazione di Arte e Cultura “La Magnifica Gente do’Sud” e dal Comune di Mercato San Severino, con l’intento di premiare un personaggio o un ente appartenente al mondo della cultura o dello spettacolo, rigorosamente meridionale, che si sia particolarmente distinto per il suo impegno civile e per le sue doti artistiche ed umane dando cosi lustro al Mezzogiorno d’Italia.
Quest’anno il Premio è stato assegnato al giudice siciliano Giuseppe Ayala e la serata di premiazione si terrà, come detto, domenica 28 febbraio, in sostituzione della privista rappresentazione della commedia “Uno coi capelli bianchi”, di E. De Filippo, che risulterà quindi posticipata a domenica 21 marzo 2010, serata di chiusura della XVII Rassegna “Insieme… con il Teatro”.
Da Irno.it redatto da Anna Maria Noia: Il giudice siciliano Ayala a S. Severino
Conclusione della X edizione Premio “Roberto I Sanseverino” e della XVI rassegna “Insieme…con il teatro”
Scritto da: Pasquale IannoneDomenica 22 marzo si è tenuta presso il centro sociale” M. Biagi”, la conclusione della XVI rassegna “Insieme…con il teatro” con la performance dell’ associazione “La Magnifica Gente dò Sud” , che ha presentato: l’atto unico di E. De Filippo ” Il Cilindro” e la X edizione del Premio “Roberto I Sanseverino”, consegnato a Don Luigi Merola.
Con una media di 300 biglietti a sera, si è svolta la XVI edizione della rassegna ” Insieme…con il teatro”, riscuotendo un altrettanto successo di critiche, con un pubblico proveniente da tutta la provincia di Salerno.
Rispettivamente il Presidente “Mariarosaria Ferri” e il direttore artistico “ Alfonso Ferraioli”, hanno salutato il pubblico con gratitudine e soddisfazione, dando appuntamento al 2010 con una nuova edizione, coronata dal ventennale dell’associazione.
La commedia, presentata dall’associazione, è stata messa in scena con la sapiente e variegata regia di Matteo Salsano. Bella ed essenziale la scenografia, realizzata con arguzia e semplicità, posata e convincente l’interpretazione (impegnativa quella della protagonista) gustosa la trama, divertente e buffi anche gli attori, in particolare l’uomo con il cilindro.
Il Premio” Roberto I Sanseverino”: un riconoscimento elargito rigorosamente ad enti, persone o opere del Sud, quest’edizione ha visto protagonista il veemente e carismatico Don Luigi Merola, presidente dell’associazione “A voce d’è creature”, a cui l’associazione ha devoluto una somma in beneficenza e si è resa disponibile per future collaborazioni. L’associazione “La Magnifica Gente do’ Sud”, quindi, non è solo teatro ma anche e soprattutto aggregazione, cultura ed è impegnata nel sociale, come dimostra anche questo sodalizio con Don Luigi Merola e “A voce d’è criatur”.

Alcune immagini della serata.
X edizione Premio “Roberto I Sanseverino” - Resoconto serata
Scritto da: Pasquale IannoneRiportiamo di seguito l’articolo di Anna Maria Noia, alla quale vanno i nostri sentiti ringraziamenti, tratto dal sito www.irno.it che racconta dettagliatamente la serata della X edizione Premio “Roberto I Sanseverino”.
Domenica 22 marzo si è tenuta, presso il Centro Sociale “Biagi” di Mercato S. Severino, la decima edizione del Premio “Roberto I Sanseverino”, un prestigioso riconoscimento ideato e portato avanti dal benemerito sodalizio socioculturale “La magnifica gente do’ Sud”, attivo e operante vividamente e validamente sul territorio.
Un riconoscimento elargito rigorosamente a enti, persone od opere del Sud: “Gomorra”, di Roberto Saviano, è stata premiata con tale trofeo appena un anno fa, e si vuole continuare sulla scia di cotanto impegno civile e di tale coraggiosa testimonianza per l’anno prossimo, facendo venire a S. Severino anche il cardinale Crescenzio Sepe, oltre ad averne omaggiato questa volta don Luigi Merola…
Infatti questa edizione ha visto protagonista il veemente, carismatico e attraente – anche ma non soltanto per il suo aspetto giovanile e curato, un fascino che gli deriva dalla propria coerenza, dalla sua onestà intellettuale – don Luigi Merola, prete anticamorra simbolo di Forcella, di Napoli e dei “veri” Napoletani (che non si arrendono, non piegano la testa, la schiena…), della legalità italiana e della “voglia” di poter dire “no”, un diniego forte alle “lusinghe” dell’inciviltà e dell’invivibilità…
Applauditissimo e oggetto di “standing ovation”, il Nostro, sebbene giunto a S. Severino con un forte ritardo, a causa di inconvenienti…
L’associazione “La magnifica gente do’ Sud” ha coronato e concluso così la sedicesima edizione dell’interessante rassegna teatrale amatoriale “Insieme… per il teatro”, che ha visto protagonisti tanti bravissimi e impegnati gruppi appunto teatrali, essenzialmente a livello amatoriale, in palcoscenico dal 25 gennaio per ogni domenica fino alla “fatidica” soireè del 22, presentata – per la (ghiotta) occasione – dalla sempre effervescente e professionale, preparata giornalista Rosaria Coppola.
Prima don Luigi, poi un bellissimo, accattivante spettacolo portato in scena con sapienza e garbo, aplomb e savoir faire dalla compagnia ospite (anfitrione), “La magnifica gente”.
Don Merola non si è potuto trattenere molto, causa altri pressanti impegni, ma ha riscaldato (e risvegliato) le coscienze e le passioni di tutto il foltissimo pubblico presente nell’auditorium del Centro Sociale con le sue belle ed efficaci, ma semplici parole…
Lo spettacolo era “Il cilindro”, atto unico di Eduardo De Filippo, ben congegnato.
Una commedia degli equivoci ma agrodolce, che ha messo in discussione – in maniera attuale, per la crisi finanziaria, economica ma anche di valori che viviamo al giorno d’oggi – anche il guadagnare soldi vivendo di espedienti e inventandosi imbrogli per sopravvivere; una commedia da ridere ma anche per riflettere, giocata e basata sul senso giocoso della vita e delle sue opportunità…
Ma cominciamo “ab ovo”, dall’inizio: Alfonso Ferraioli “patron” (come si suol dire) de “La magnifica gente” ha introdotto con simpatia chiedendo venia del ritardo – dovuto a contrattempi – di don Merola, oggi rappresentante del ministero della Pubblica Istruzione (Miur) in tutta Italia.
Il salone era gremito di pubblico.
Tra i politici e le personalità presenti ricordiamo: Giuseppe Vitale, assessore alla Cultura dell’attuale amministrazione D’Auria; Enzo Farace, Mauro Iannone, Carmine Ansalone invece all’opposizione.
Ricordiamo anche il parroco della frazione S. Angelo, don Antonio Sorrentino.
Don Luigi Merola: testimone di legalità in Campania e non, che ci crede veramente e si sente: la sua esistenza è tutta volta a combattere la camorra insieme a tutte le mafie.
La cerimonia è entrata nel vivo con le parole della presidente della compagnia, Mariarosaria Ferri, e del direttore artistico, Alfonso Ferraioli.
La prima, la Ferri, ha snocciolato tutti i precedenti premiati nel corso delle varie edizioni, il secondo ha chiesto invece “l’ausilio di Vitale”, per “migliorare la disposizione dei posti e la visibilità, in futuro.”
Poi un applauso scrosciante e fragoroso ha accolto – osannandolo – don Merola.
Prima però una commovente interpretazione dedicata alle “creature”, ai bambini.
Ciò perché don Merola ha costituito la fondazione “A voce de’ creature”, che molto ha operato nel Napoletano e non solo…
Le prime parole di don Luigi sono state a favore ed in funzione della cultura, perché “la cultura dà fastidio ai malviventi”.
Ferraioli: “Perché esiste don Luigi?”
“L’attenzione che mi è stata dedicata – ha affermato con ardore ma anche con modestia e umiltà don Luigi Merola in risposta – deve incrementare il mio lavoro, che è anche un lavoro di tanti altri preti, come e meglio di me. Il prete non è altro che un pescatore di uomini, io pertanto non ho fatto nulla che esuli dalla mia vocazione.”
Questo il carisma e questa l’umanità del Nostro.
Il sacerdote ha parlato con parole semplici per e con i bambini, con esempi facili e affabulazione e narrando come è nato il suo intento a combattere la camorra e a collaborare con le forze dell’ordine.
“Si insegni la storia, la nostra storia di tutti i giorni – ha caldamente raccomandato il prete agli educatori – per sapere ad esempio chi era Aldo Moro, cosa ha fatto; si studi la Costituzione, Bibbia dello Stato italiano, fonte di diritti e doveri.”
L’illegalità, per don Merola, inizia dalle piccole cose: anche semplicemente buttando il chewing gum nella spazzatura si attua il proprio dovere di buon cittadino.
“Accetto questo premio anche se non ho fatto altro che propagandare la legalità – ha asserito.
Ha spiegato il premiato che ha dovuto obbedire al proprio vescovo per non farsi uccidere, dopo un attentato (il terzo) ai suoi danni sventato, per cui ha dovuto lasciare dopo sette intensi anni la “sua” Forcella.
“Ma non sono stato senza fare nulla – ha dichiarato, dando batoste e frecciate sia ai politici sia anche alla Chiesa attuale (“colpevole”, secondo lui, di pensare al Latino, alla Chiesa di “ieri” e non all’Inglese che potrebbe aiutare la Chiesa di “domani”…), sia al computer come chat, mentre è e resta utile per conoscere ed evangelizzare: infatti ha citato tanti esempi di persone che hanno compiuto il loro dovere, ciò che ad esse era richiesto, come don Tonino Bello ed altri, da cercare su Internet e Youtube assieme alle opere attuate dalla fondazione e non.
Infatti la fondazione ha un proprio sito elettronico, e aprirà anche a Locri e a Verona, dopo Salerno.
L’ospite ha poi attuato un’omelia e una catechesi forte e pregnante sulle stragi del sabato sera e in generale sulla libertà, che – vissuta in modo sbagliato – porterebbe anche alla morte, ma non per colpa di Dio: se corro sul motorino senza casco muoio per colpa mia, non perché lo abbia voluto Iddio!
Dopo ciò un invito ai genitori a reintegrarsi nel ruolo che compete loro, essi devono saper fare “i genitori”, poiché “abbiamo bisogno di educatori”, che sappiano dire “No”.
Per tali parole e per i suoi concetti espressi in merito alla tv spazzatura (“Grande fratello”, ecc…), nonché al computer che non serva a conoscere, Don Luigi è stato applauditissimo.
Una frecciata anche alla politica italiana: “Ragazzi – ha esclamato – politica significa potere del servizio, non servizio del potere.”
Ha dunque citato ammirato don Tonino Bello, da lui definito “grande”, e ha parlato della “chiesa del grembiule”, cioè appunto al servizio dei poveri, per “sfamarli” servendoli…
Dopo la già citata frecciata, alla Chiesa, in quanto ritornerebbe al Latino e non si modernizzerebbe con l’Inglese, ha citato don Milani, il prete della Barbiana, che si è battuto perchè diventassero tutti “cittadini sovrani, liberi”, con “la schiena dritta”.
Così, giunto al termine del suo intervento, don Luigi ha concluso dicendo che egli non reputa sé stesso un eroe.
A lui è stato consegnato il trofeo rappresentante una piccola scultura realizzata dal maestro Carmine Casaburi. Oltre al trofeo, è stata raccolta una somma simbolica per l’associazione, un ulteriore contributo a questa causa in cui si è evidenziata la generosità del pubblico.
Dopo aver detto che “un prete resta tale tutta la vita, come un magistrato (la ha avuta con Di Pietro)”, è intervenuta Rosaria Coppola che ha puntualizzato sulla cultura contro l’illegalità e sulla purezza dei sentimenti del pubblico non volti ai cattivi esempi.
Poi ha avuto inizio la tanto attesa piece, la rappresentazione, un atto unico per la sapiente e variegata regia di Matteo Salzano.
Bella ed essenziale la scenografia, realizzata con arguzia e semplicità; posata e convincente l’interpretazione (impegnativa quella di Mariarosaria Ferri), simpatica e allegrotta.
Gustosa la trama, divertenti e buffi anche gli attori, in particolare l’uomo col cilindro, “eterno e miracoloso”.
Alla fine tutto si scioglie in un imprevisto colpo di scena, che lascia sgomenti ma pieni di buonumore, sempre avendo ad oggetto “di fortuna” il cilindro.

Un momento della serata


