Alla 8° edizione rassegna ” Teatro Amore Mio “ di Polla il premio migliore attore protagonista è stato assegnato ad Alfonso Ferraioli nel ruolo di ” Giambattista Grossi “ nella commedia “Uno coi capelli bianchi “ di Eduardo de Filippo, in una versione liberamente adattata dallo stesso Ferraioli e portata in scena dalla compagnia “La Magnifica Gente Do’ Sud” con la regia di Matteo Salsano.
Il premio è stato assegnato con la seguente motivazione:

Per la grande professionalità con cui ha saputo proporre la propria esperienza artistica evidenziando un livello tecnico di notevole spessore e di forte impatto sul pubblico.

uno-coi-capelli-bianchi alfonso-ferraioli

Nell’ambito della 2° edizione del Premio Fistelia di Roccagloriosa un gradito riconoscimento è stato assegnato all’Associazione “La Magnifica Gente do’ Sud”.
Il premio migliore improvvisazione è stato consegnato ad Alfonso Ferraioli ed Anna Lisa Lamberti .

premiazione Premio Fistelia - Annalisa  ed AlfonsoPremio Fistelia - Annalisa  ed AlfonsoPremio Fistelia - Annalisa  ed Alfonso

Ecco gli appuntamenti estivi con “La Magnifica Gente do’ Sud”. Vi apettiamo.

 

  • 21 luglio Salerno - parco Pinocchio
  • 28 luglio Roccagloriosa
  • 31 luglio Baronissi - anfiteatro Sava
  • 6 agosto Polla
  • 25 agosto Paestum - area archeologica
  • 1 settembre Mercato S. Severino - parco del Boschetto

     

    Per informazioni e/o richieste di spettacoli , tel/fax 089.893569 cell. 328.1917331 – 348.4794408 - info@lamagnificagentedosud.it

Iniziano i preparativi per la XVIII Rassegna “Insieme… con il teatro”, che si svolgerà tutte le domeniche della seconda metà di gennaio e nei mesi di febbraio e marzo 2011.
Si spera che anche quest’anno possa esserci un’affluenza di pubblico così ampia e calorosa come quella delle edizioni precedenti.
Noi a tal fine ci impegniamo a selezionare attentamente gli spettacoli e le compagnie che vi proporremo tra tutte coloro che ci faranno pervenire le loro adesioni.
Le compagnie che vogliano proporsi per partecipare alla nostra rassegna possono farne richiesta come da regolamento allegato.

Bando regolamento rassegna 2011

Riportiamo di seguito l’articolo di Anna Maria Noia, alla quale vanno i nostri ringraziamenti, tratto dal sito www.dentrosalerno.it sulla serata conclusiva, tenutasi Domenica 21 marzo 2010, della XVII edizione della rassegna “Insieme…con il teatro”.

 

Domenica 21 marzo si è tenuta, in un gremitissimo (fino all’inverosimile…) centro sociale “Biagi”, a Mercato S. Severino, l’ultima serata della kermesse-rassegna per compagnie amatoriali (anche, a nostro avviso, più valide e/o propositive di quelle professionistiche – almeno è ciò che appare ai nostri occhi…) denominata: “Insieme…con il teatro”. È stato veramente memorabile e denso l’ultimo appuntamento con “La magnifica gente do’ Sud”, l’entusiastica ed entusiasmante compagnia teatrale anfitrione – retta da Maria Rosaria Ferri, presidente, e dal direttore artistico Ferraioli - che ha organizzato gli spettacoli da gennaio, come ogni anno da ben diciassette edizioni (nel 2010 si è festeggiato anche il ventennale del sodalizio che opera anche nel sociale); la piece proposta: “Uno coi capelli bianchi” (libero adattamento a un copione di De Filippo da parte del vulcanico direttore artistico Alfonso Ferraioli) è stata davvero un tripudio sia perché ha “provocato” l’affollamento degli appassionati presenti in sala – aficionados che raggiungono anche la consistente cifra di trecento persone a spettacolo - sia per la ricchezza, la varietà di gag e battute, assieme a molti colpi di scena e a situazioni paradossali e dualistiche, gustose e alla conclusione (in fondo in fondo) riflessive e drammatiche/drammaturgiche (e chi più ne ha più ne metta)… “Uno coi capelli bianchi”, nella versione proposta dalla Magnifica gente a chiusura del cartellone di “Insieme…con il teatro”, è un’esilarante commedia degli equivoci, come sapeva caratterizzare – magistralmente – soltanto (anche se ci sono stati altri drammaturghi allo stesso livello, sia della Napoletanità che nell’ambito classico) il verace Eduardo De Filippo; le sue commedie posseggono un particolare, deciso retrogusto amaro e una triste e malinconica weltaschauung (visione del mondo, in campo letterario ed artistico) dell’esistenza (sempre un po’ beffarda…) e dell’arte. Il plot (copione, trama) dei due brevi atti prevedeva sul palcoscenico l’azione di Battista Grossi, un anziano, appunto “uno coi capelli bianchi” – interpretato simpaticamente e con convinzione da un dinoccolato e divertente Ferraioli – che dovrebbe essere saggio e distaccato, insomma: maturo, segreto, ma invece con il suo parlare troppo, con l’impicciarsi dei fatti altrui (le vicende della figlia Giuseppina, del genero Giuliano – interpretati con ironia e savoir faire da Valentina e da un focoso Mimmo – ma anche dell’avvocatessa giunta nella sua azienda alimentare e del nipote Francesco) causa problemi e disastri a non finire, portando sul lastrico l’azienda e rendendo difficile – se non impossibile – il menage familiare. Infatti, soprattutto da questo lato, egli commette l’imperdonabile errore di mostrare alla figlia Giuseppina il reggiseno di una donna che ballava insieme col marito Giuliano – peraltro gelosissimo di lei – causando la ribellione di Giuseppina, che poi andrà a “divertirsi” per vendicarsi della pur piccola e innocente “scappatella” e causando scandalo e reazioni scomposte da parte del marito, napoletano “doc” e quindi non troppo “incline” alle “corna”, e dei familiari. Il marito vorrebbe anche uccidere il chiacchierone ed immaturo suocero, ma non riuscirà a sparargli. In conclusione la scena comica diverrà tragica: Battista infatti si scinderà pirandellianamente in una metafora dualistica del “compito” (e in particolare del comportamento) che un anziano, essendo saggio, dovrebbe impersonare nel vivere il proprio ruolo e confesserà che in lui “convivono l’uomo e il padre”: l’uomo – secondo lui – dovrebbe tacere di fronte al tradimento del genero, ma non il padre. Proprio in quanto “padre” di Giuseppina – così egli giustifica e capovolge il suo vizio di parlare troppo, come un bambinone, come un “chiachiello” e secondo il potere della parola del sofista Gorgia (con Protàgora tra i filosofi che hanno studiato la retorica del parlare) – Battista avverte la donna che il marito (pur avendo commesso solo questa “sciocchezza”) è andato con gli amici a divertirsi senza pensare alla moglie. Nel finale, ricco di pathos e di suspence, il vecchio cercherà di afferrare – affermando il suo presunto “onore” - una dignità che non ha mai veramente mostrato, avendo combinato “casini”, pasticci e situazioni comiche a gogò. Il tutto incastonato in una bella scenografia, con validi attori e anche con esordienti, come la moglie di Battista impersonata da una brava Tea. Credibile e godibile Sara (Soglia) nei panni della cameriera di casa Grossi, Margherita.